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mercoledì 6 novembre 2013

DIECI DOMANDE A FERRIGNO

A cuore aperto, senza trucchi e senza inganni, riavvolgendo il nastro per capire perchè il Messina è partito con il freno a mano. Dieci domande al ds Ferrigno, tutte d'un fiato, confezionate da Pianeta Messina, ma che probabilmente anche molti tifosi farebbero al direttore sportivo. Iniziamo, però, al contrario. E stavolta una domanda, la prima, la facciamo fare a Ferrigno ai tifosi del Messina. "Ah, ma più che una domanda è una curiosità. Perchè non venite allo stadio? Ma non è un'accusa, per carità, perchè ormai chi vuole venire viene, chi non vuole se ne può stare a casa. Non bisogna essere patetici sotto questo punto di vista, ma è una curiosità. No perchè il biglietto costa troppo? No perchè il Poggibonsi non mi interessa, no perchè la squadra non va bene, oppure non mi piace il direttore, non mi va bene l'allenatore, lo stadio è scomodo, c'è la Serie A in televisione. Però ditecelo, per favore. La domanda, ovviamente, non è rivolta a chi anima sempre un pezzo di Curva Sud e che ringraziamo di cuore".
- C'è stato qualche errore nella costruzione di questa squadra?
"Assolutamente no. La squadra deve raggiungere l'obiettivo dei primi otto posti e la società rifarebbe tutte le scelte. Solo che con un po' meno di sfiga le cose potevano andare meglio, visto che il mister deve ancora avere tutta la rosa a disposizione da quando ha iniziato. Questo è uno svantaggio grosso. Noi abbiamo forzato la mano con Lasagna, Gherardi, De Bode, invece di dargli il tempo e metterli dentro quando stavano bene".
- Molti dicono che avete usato la calcolatrice prima di fare la formazione per la faccenda dell'età media e dei contributi.
"No, guarda, noi abbiamo sempre detto che non avremmo fatto minutaggio. Le scelte sono solo legate ai meriti o ai demeriti di ogni giocatore. Ma anche se avessimo fatto il minutaggio, nessuno può dire nulla, perchè se i soldi non entrano dai tifosi, dagli incassi, dagli sponsor, da qualche parte devono pure arrivare. Per ora, se a molti è sembrato che certe formazioni siano state condizionate dall'età media, è solo un caso. Se poi saremo noi a deciderlo, lo diremo, come abbiamo sempre fatto".
- Ma è vero che Parachì, dopo il gol all'Aprilia, ha gridato qualcosa proprio sulle scelte legate all'età media?
"Non so con chi ce l'aveva. Secondo me doveva avercela solo con sè stesso. Sono cinque-sei anni che noi lo abbiamo sempre portato dietro, gli abbiamo sempre perdonato tantissimo. In un'altra società probabilmente non avrebbe più giocato a calcio. Quel giorno fece un gran gol, poi gli andai incontro per evitare che facesse qualche cazzata, ma Parachì non ha detto nulla, nè ce l'aveva con me".
- Perchè il Messina ha solo 9 punti e il Cosenza 21?
"Questa è un'altra bella domanda. Mah, io prima pensavo una cosa. Se noi levassimo gli ultimi tre minuti di alcune partite a noi e al Cosenza, forse avremmo gli stessi punti o noi qualche punto in più. Merito loro, per carità, perchè noi lo scorso campionato abbiamo vinto qualche partita nel finale, perchè significa che la squadra ci crede. Ma il nostro campionato è iniziato da poco, a noi mancano 6 punti in classifica".
- C'è una cattiveria che circola tra molti tifosi. Ferrigno farebbe la formazione insieme a Catalano. Tu che dici, quanto ti dà fastidio?
"Dico solo che è normale che una società debba stare vicino all'allenatore. E' una società molto presente, siamo sempre al campo. Quattro occhi, sei occhi, otto occhi, dieci occhi. C'è un grande rispetto verso Catalano, sono tre anni che lavora con noi. Ha dimostrato di essere un ottimo allenatore. Forse queste cose vengono da molte persone che si sentono tutti allenatori in questo momento. Dicono che io faccio la formazione, che Lo Monaco fa gli acquisti, ma noi siamo un'unica società, lavoriamo tutti insieme, dal più piccolo al più grande. Ma ci sono dei ruoli che rispettiamo. Se poi Catalano ha bisogno di confrontarsi, si confronta con me, con la società, con il direttore. Ci mancherebbe. Qui non esiste l'interesse di Ferrigno, di Catalano, ma solo l'interesse del Messina. Dire che ci parliamo è un conto, ma la formazione, ovviamente, la fa Catalano. Decide sempre il mister, la responsabilità è sempre dell'allenatore".
Catalano abbozza una corsa durante l'allenamento di oggi (foto Fabrizio Pernice)
- I silenzi stampa servono sempre a qualcosa?
"Dipende dai momenti e dal messaggio che si vuole trasmettere. Ci sono vari silenzi stampa. Uno è di punire i giornalisti, oppure i tifosi e questo non è mai successo. Dopo la partita con il Foggia dovevamo farci prima un esame di coscienza noi, capire quello che stava succedendo, perchè noi siamo sempre abituati a dire sempre le cose come stanno, mai a mentire. La settimana prima del Cosenza l'abbiamo fatto solo per riunire le forze, per farli concentrare solo sulla gara, tanto avevate a disposizione me e la proprietà. Io ho fatto il calciatore per tanti anni e meno mi facevano parlare e meglio era".
- Avete snobbato questo campionato, oppure avete sopravalutato la rosa del Messina?
"No, il campionato non è stato mai sottovalutato. E' dall'inizio della stagione che dico le stesse cose fino alla nausea. E' un torneo molto equilibrato, non ci sono squadre ammazzacampionato o che sono partite sfavorite. Non abbiamo sopravalutato la nostra rosa, poi se abbiamo sbagliato qualcosa ce lo direte alla fine del campionato"
Lagomarsini questo pomeriggio al campo di S. Margherita (foto F. Pernice)
- Il divorzio con il preparatore atletico Milazzo significa che i suoi metodi non sono stati digeriti dalla squadra, oppure?
"Non buttiamo la croce addosso al preparatore. E' stata una cosa inaspettata, ma non è che ci ammazziamo perchè è successo questo, non ci abbattiamo mai. E' normale che se il preparatore vuole la risoluzione del rapporto qualcosa è successo. O non si trovava bene, oppure si è fatto un esame di coscienza. Ci possono essere mille motivi. Lui cosa ci ha detto? Che aveva altre idee e basta.".
- Il patron Lo Monaco continua a ripetere che l'allenatore non c'entra. Quindi sono i calciatori che valgono finora 9 punti?
"Penso che lui abbia detto questa cosa, visto che qualcuno continua a chiedere la testa dell'allenatore. Perchè è la cosa più semplice dire che se i risultati non arrivano, bisogna mandare via l'allenatore. Questa società prima di mandare via l'allenatore deve vedere che non ha più risorse, che la squadra non lo segue. Quindi le gente deve prendersela con tutti noi, innanzitutto con la società che ha scelto Catalano e i giocatori. Vorrei sempre ricordare che abbiamo avuto 15 infortunati, soprattutto per colpa dei campi di allenamento precari. Oggi siamo qui a S. Margherita e speriamo di rimanerci più a lungo possibile e ringrazio mister Trimarchi che appena sente parlare del Messina subito gli brillano gli occhi. Ha lavorato con noi, è un vecchio lupo di mare".
- Domanda extra, l'undicesima. Te la meriti per aver risposto anche alle domande più scomode. Quale sarà il prossimo campionato del Messina?
"Giocheremo in Lega Pro unica. E da lì continueremo fino all'obiettivo che la proprietà si è messo in testa. Un progetto da portare avanti in una piazza importantissima come Messina. Tutti insieme dobbiamo tornare grandi".
PIANETA MESSINA


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