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sabato 26 ottobre 2013

FRECCIATA DI CATALANO : "A MOLTI GIORNALISTI DA' FASTIDIO LA MIA CONFERMA"

La grinta di Catalano che crede nella riscossa del Messina (foto F. Pernice)
Quanta rabbia e voglia di spaccare il mondo scorrono nelle vene di calciatori, tecnico e dirigenti, è emerso dalle dichiarazioni forti, di pancia, che in questi giorni si sono susseguite dopo il pari beffa con il Poggibonsi. L'unico a non parlare da due settimane era stato lui, il tecnico Catalano, che molti tifosi e osservatori hanno scaraventato sul patibolo. Equazione facile facile nel calcio. Se le cose non vanno bene, il primo colpevole è l'allenatore. Catalano incassa le mille accuse, ma anche la fiducia "fuori moda" della società. Così, mentre in altre città i siluramenti sono all'ordine del giorno, a Messina ci si scandalizza se Catalano non è stato ancora fatto fuori. Lui, il diretto interessato, dopo il lungo silenzio si rivolge ai suoi denigratori: "Le critiche, per carità, le accetto, ci stanno quando non arrivano i risultati. A chi se la prende con il sottoscritto dico solo due cose. Sto facendo con la massima professionalità il mio lavoro e ci metto grande passione. Nessuno è perfetto, non posso accontentare tutti e non voglio accampare scuse, ma se il Messina non si è espresso ancora come potrebbe i motivi sono semplici. Se a qualsiasi squadra togli quattro-cinque giocatori importanti per infortunio è ovvio che le cose cambiano e se non prendi due gol a tempo quasi scaduto ti ritrovi quattro punti in classifica in più. Questi sono fatti, non scuse di comodo".
- Ma cosa rispondi a chi dice che la squadra non gioca bene?
"Non sono d'accordo. Quando ho avuto giocatori in forma, come contro l'Ischia, la squadra ha giocato a calcio. Ma anche ad Aversa e Salerno e domenica contro il Poggibonsi abbiamo giocato a calcio, eppure i risultati non ci hanno premiato". 
- In tanti ce l'hanno con te. E tu con chi te la prendi?
"Ripeto, le critiche le accetto, ma ho la sensazione che a molti tuoi colleghi sta dando fastidio la mia conferma...".
- Perchè?
"La società sta andando contro le idee e le convinzioni di molti giornalisti che ritengono che la colpa dei risultati negativi della squadra sia del sottoscritto. Credo che la società mi sta tutelando perchè vede come lavoro e come i calciatori seguono il loro allenatore. Se non fossi all'altezza, la società mi avrebbe già allontanato e avrebbe fatto bene. I ragazzi sanno come lavoro, siamo un gruppo compatto. E' troppo facile giudicare dall'esterno, specie quando i risultati non arrivano. Eppure al campo d'allenamento, tranne nella partitella del giovedì, non vedo nessun giornalista. Prima di giudicare e parlare bisogna vedere come lavoriamo durante la settimana".
- Ma molti tifosi dicono che trasmetti poca cattiveria alla squadra, che infondi poca sicurezza. Cosa rispondi?
"Non credo che alzando il tono della voce pubblicamente cambi il volto di una squadra in campo. Le direttive vengono date prima della partita e ogni calciatore sa cosa deve fare in campo. E non c'è bisogno di gridare per farsi capire. Comunque so quando serve alzare un po' la voce e lo faccio. Magari in molti non lo sanno o non se ne accorgono la domenica".
L'argentino Scoponi verso la conferma nella formazione iniziale a Chieti (foto F. Pernice)
- La squadra è in via di guarigione?
"Sì, domenica abbiamo cambiato modulo e la squadra ha risposto bene. Meritavamo di vincere con più di un gol di scarto, invece sappiamo com'è finita per un episodio che ci ha puniti ingiustamente. La squadra è viva, ci crede, i ragazzi sono consapevoli della loro forza e vorranno dimostrarlo contro il Chieti. Ci serve una vittoria e tutto si sistemerà. Appena scatterà la molla, tutto sarà meno complicato. Dovremo solo fare più attenzione nella gestione del risultato e chiudere le partite".
- Le dimissioni del preparatore atletico Milazzo ti hanno sorpreso?
"E' una scelta che rispetto, lo ringrazio per quello che ha fatto per il Messina. E' difficile adesso capire quali siano stati i reali motivi che l'hanno spinto a rinunciare all'incarico".
- Nessun attrito con i calciatori sui suoi metodi di lavoro?
"Penso proprio di no, altrimenti me ne sarei accorto. Comunque noi andiamo avanti. Ripeto, da parte mia c'è il ringraziamento per quello che il prof. Milazzo ha dato al Messina e gli auguro le migliori fortune professionali".
- Parliamo del Chieti. ll suo allenatore dice che soffrite le ripartenze e che punterà sull'aggressività.
"Ho letto l'intervista. Vuol dire che teme il Messina, che si aspetta che attaccheremo il Chieti. Staremo attenti alle loro ripartenze, questo è sicuro".
- Dobbiamo aspettarci qualche sorpresa nella formazione?
"Grosse novità non ce ne saranno, confermerò buona parte dello schieramento iniziale contro il Poggibonsi. La squadra mi è piaciuta. Ma qualcosa in avanti potrei cambiarla".
- Proviamo a indovinare. Corona in corso d'opera e Chiaria dall'avvio?
"Vediamo, dipende anche dalle condizioni di Chiaria che ha ancora qualche problemino".
- L'argentino Scoponi ti è piaciuto? 
"Sì, ma non credo solo al sottoscritto. Vedete, quando parliamo di giovani che ci piace far giocare, molti credono che la società pensa solo all'età media. Ma se vedi un giovane come Scoponi muoversi così bene, aggredendo la corsia sinistra con personalità, come fai a non pensare di farlo giocare?".
PIANETA MESSINA

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