Visualizzazioni totali

pubb

sabato 18 gennaio 2014

ATTENTI ALLA "TRAPPOLA" ARZANESE

Fa bene Grassadonia a dire che la partita di domani sarà la più difficile da quando è a Messina. Ma cosa teme di più il tecnico peloritano, l'Arzanese o la testa con la quale scenderanno in campo i suoi ragazzi? Domanda lecita, se si pensa con quale approccio il Messina affrontò il Martina Franca nella penultima trasferta peloritana che sappiamo come finì. Grassadonia, dunque, rispetta l'Arzanese ma teme paradossalmente... il suo Messina che comunque a Ischia ha dimostrato di saper essere concentrato, tranne il "braccino corto" degli ultimi minuti, quando invece di speculare sul gol del vantaggio serviva un po' più di coraggio per tentare di chiudere la partita.
Domani a Frattamaggiore c'è l'ennesima "finale" da azzannare per portare a casa punti pesanti, fieno per alimentare la ricorsa verso una delle otto poltrone del salotto promozione. Ad aspettare il Messina ci sarà un'Arzanese disperata, ancorata all'ultimo posto con il Gavorrano ma in salute da alcune domeniche. Arzanese, per intenderci, che qualche domenica fa sullo stesso sintetico di Frattamaggiore ha battuto la capolista Teramo, convinta di andare in Campania a fare una passeggiatina. E allora fa bene Grassadonia a predicare umiltà e concentrazione. E appena riferiamo al tecnico dell'Arzanese, l'indimenticato Sasà Marra, cosa ha detto l'allenatore peloritano sulle insidie della trasferta di domani, lui commenta così: "Caspita! Mi fa piacere che ci tenga così in considerazione, ma credo che al di là dell'Arzanese, in questo campionato tutte le partite siano difficili".
Sasà Marra, allenatore dell'Arzanese, intervistato da due colleghi campani
- E tu come lo immagini questo match?
"Sia noi che il Messina dobbiamo vincere. Sarà una partita apertissima, la classifica non dice la verità sulla reale forza del Messina. Conosco Grassadonia, siamo amici, abbiamo anche giocato insieme con la Juve Stabia. Lui di solito pretende che sia la sua squadra a impostare il gioco, ma anche noi tenteremo di fare la stessa cosa. Dico sempre ai miei ragazzi che abbiamo ancora un lumicino di speranza e dobbiamo tenerlo acceso. Sappiamo, però, che se una partita non riusciamo a vincerla, non dobbiamo perderla. L'importante è sempre muovere la classifica".
- Ogni volta che affronti il Messina ti facciamo tutti la stessa domanda sui tuoi bellissimi ricordi da giocatore in quegli anni ruggenti. C'è ancora spazio per l'emozione quando ritrovi il Messina da avversario?
"Guarda, ti dico la verità. Per me non è stata una settimana normale. Voglio fare bella figura, ma mi rendo conto che ai tifosi del Messina che reputo degli amici non farebbe piacere se a vincere sarà l'Arzanese. Però io oggi faccio l'allenatore di questa squadra. Questo è il calcio, i sentimenti sono un'altra cosa. E i miei bellissimi ricordi di quelle partite stratosferiche al Celeste con tutta quella gente me li tengo stretti".
- Corona ha quasi la tua età. Lui gioca ancora e segna. Che te ne pare?
"Mi fa sentire più giovane, io ho smesso a 32 anni perchè ho avuto diversi infortuni. Ammiro Giorgio, un esempio di calciatore per tutti. Gente come lui ce ne sono ancora poche in giro nei campi di calcio".
PIANETA MESSINA

Nessun commento:

Posta un commento